Citando diversi scienziati e filosofi, resta una certezza: in futuro l’unica costante sarà il cambiamento. Le sorprese saranno la normalità.

Il modello “business as usual”, ovvero “si è sempre fatto così”, non sarà più sostenibile. Come fece Mr. Ikea, le decisioni verranno prese secondo altre logiche, non sempre economiche, ma sicuramente più vantaggiose: “fare la cosa giusta” come l’unica scelta possibile.

Parlare alle nuove generazioni dei temi che li riguarderanno in futuro: ambiente, salute, benessere, facendoli diventare un megafono di idee e di proposte verso le generazioni precedenti. Oggi chi decide del futuro è solitamente legato a modelli e conoscenze sorpassate e non ha di certo l’elasticità mentale in grado di rispondere alle acceleraizoni a cui siamo constantemente sottoposti. Al contempo però, l’esperienza è fondamentale per evitare di rifare errori già commessi.

Serve, pertanto, un modello di scambio e ricambio generazionale, nel quale le idee e la conoscenza sono la merce, unico valore in grado di non creare danni ambentali o socio-economici. I giovani potrebbero insegnare ai più vecchi ad abitare un pianeta che evolve con ritmi mai visti, e gli anziani potrebbero insegnare ai giovani l’incertezza e l’instabilità come condizioni naturali della vita.

Si potrebbe avviare un cambio di paradigma nel quale la storia venga letta dal punto di vista del pianeta, un cambio di prospettiva rispetto a ciò che viene sempre dato per scontato: “il pianeta infinito”. Pensare che ogni azione ha una ripercussione, che il ciclo di vita di ogni cosa ha un impatto sull’ambiente che solitamente non viene considerato nel prezzo… ma che qualcuno dovrà pagare prima o poi… immaginate chi?

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