Dopo anni di euforia enogastronomica, animalista, di sovraesposizione mediatica e politica dai contenuti discutibili, siamo stati costretti a tornare con i piedi per terra e rivedere le nostre priorità, abitudini e valori.

E’ un bell’esercizio quello di andare indietro di qualche settimana per vedere gli articoli di giornale e i dibattiti in TV e comprendere i motivi per cui tutto questo è svanito con uno starnuto, che poi è diventato tragedia.

I ritardi nella pianificazione e nell’organizzazione del nostro modello di vita sul pianeta si sono scontrati con un valore sempre ignorato e sottovalutato: la competenza di chi decide, di chi consiglia e di chi esegue: la meritocrazia.

Siamo tutti il risultato delle nostre scelte, nel singolo come nel collettivo.

Da decenni non siamo in grado di sviluppare strategie a lungo termine in nessun settore. Oggi l’evidenza è nella sanità ma potremmo estenderla in ogni campo senza sbagliare.

Il momento della solidarietà e della vicinanza a chi soffre non deve farci dimenticare quanto è utile per farci uscire da questa emergenza per ritrovarci in un mondo migliore.

Stimolando i giovani a ripensare nuovi modelli sociali e comportamentali e, soprattutto, lasciando loro la possibilità di applicarli e di sbagliare, permetterà di accompagnarli senza trincerarsi dietro a quell’inutile cappa protettiva della loro “inesperienza”, che fino ad ora ha consentito di lasciare tutto così com’è… e si vede.

Mesi fa una sedicenne ha risvegliato le coscienze ambientali del pianeta e si è trovata a combattere contro una pletora di parrucche bianche che non vuole ammettere i propri errori e lasciare spazio a nuove idee, che potranno migliorare la nostra esistenza e convivenza sulla terra.

Serve una leadership competente ed innovativa, capace di sfruttare al meglio le tecnologie e le informazioni a nostra disposizione.

Servono nuovi modelli a cui riferirsi, personalità in grado di offrire speranze concrete e valori condivisi, superando questa fase medievale dell’era digitale e approcciando ad un Rinascimento che ne colga le migliori opportunità.

L’idea di un patto tra persone e tra generazioni funzionerà solamente quando tutti noi faremo un passo indietro per affiancarci e lasciare spazio ad un cambiamento concreto e collaborativo che non lasci indietro nessuno.

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